ETERI DI CELLULOSA

eteri di cellulose

ETERI DI CELLULOSA

La cellulosa è un omopolimero del glucosio largamente presente in natura. Negli anni Venti del Novecento si inizia a modificare questo materiale su scala industriale per migliorarne alcune proprietà. La sostituzione di alcuni gruppi alcolici con gruppi alchilici portò alla creazione degli eteri di cellulosa. Queste sostanze sono alla base di numerose colle da parati e sono molto utilizzate come addensanti, adesivi e consolidanti nel restauro di opere d’arte.

Cosa sono gli eteri di cellulosa?

Gli eteri di cellulosa sono polimeri dotati di grande viscosità se fatti rigonfiare in adeguati solventi. Esse mostravano già dalla loro prima produzione una sufficiente tenuta e resistenza da poter essere impiegati come adesivi.

La versatilità di questa categoria di materiali risultò preziosa: numerose erano le caratteristiche chimiche e fisiche che potevano essere modificate. Questo rende oggi gli eteri di cellulosa prodotti di facile impiego e applicabili a diverse situazioni conservative.

Si possono ottenere sia derivati ionici, sia non ionici, cioè che non rilasciano ioni durante il processo di gelificazione. Inoltre, si possono calibrare la lunghezza del polimero ed il grado di sostituzione in base alla viscosità e alla polarità desiderate. Per esempio, lunghezze di catena maggiori determinano un maggiore ingombro e, di conseguenza, una maggiore viscosità. Variando il grado di sostituzione, invece, si ottengono polimeri che rigonfiano solo in in acqua, o solo in solventi mediamente polari  (Borgioli & Cremonesi, 2016).

E cosa c’entrano con il restauro?

Gli eteri di cellulosa sono stati ampiamente applicati nel campo dell’adesione e del consolidamento a partire dagli anni ’80. Allora vennero condotti alcuni studi dal British Museum, in particolare (Wilthew, 1983) per i primi ambiti d’impiego.

La loro popolarità è dovuta all’effetto semiopaco e alla flessibilità ed elasticità che sono in grado di impartire alle superfici trattate (Borgioli & Cremonesi, 2016). Inoltre, le modifiche strutturali subite dalla cellulosa diminuiscono sensibilmente il rischio di attacchi biologici di tali materiali.

Studi incentrati sulle idrossipropilcellulose attestano la loro scarsa igroscopicità, particolarmente utile negli ambienti conservativi climaticamente non controllati (Borgioli & Cremonesi, 2016).

Esse sono molto utilizzate nel campo della carta e delle policromie opache. Gli studi condotti da Robert L. Feller e Myron H. Wilt presso il Getty Conservation Institute, pubblicati nel 1990, hanno permesso di accertarne la buona resistenza all’invecchiamento (Feller & Wilt, 1990). Recentemente questi materiali sono state oggetto di nuove applicazioni, come il consolidamento del legno. ( fonte nsrestauro.altervista.org )

I NOSTRI ETERI DI CELLULOSA sono della Pentachem e sono dei derivati chimici della cellulosa, sono polimeri idrosolubili ad alto peso molecolare e soddisfano esigenze diverse :
stabilizzanti, emulsionanti disperdenti, tensioattivi, modificatori reologici, lubrificanti, agenti filmanti addensanti ma sono additivi utilizzati quasi sempre per modificare la ritenzione d’acqua, incrementando la viscosità delle miscele senza però ridurre la facilità d’applicazione.
Si dividono in:

  • Gradi puri ( nessun trattamento superficiale quindi viscosizza raggiunta la sua velocità di idratazione)
    e modificati ( costituiti da EC e altre sostanze per ottenere caratteristiche specifiche), sono indicati per intonaci, adesivi e malte a base di cemento
    o gesso o resine.

Sono caratterizzati da alta stabilità in ambienti sia neutri che fortemente alcalini.

  • Gradi a solubilità ritardata.

Gli ETERI DI CELLULOSA a solubilità ritardata di Pentachem sono raccolti nella gamma Penta ECP, diretta prevalentemente alle idropitture e agli stucchi.

questi eteri di cellulosa permettono di sviluppare soluzioni limpide e senza grumi in ambienti sia neutri che fortemente alcalini.
VIDEO
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IN EDILIZIA SONO FONDAMENTALI 3 PARAMETRI PER SCEGLIERE L’ETERE DI CELLULOSA GIUSTO
VISCOSITA’ – TIXOTROPIA – RITENZIONE D’ACQUA
Ogni malta infatti ha un suo etere di cellulosa di esercizio, che viene scelto sulla base della metodologia applicativa, degli spessori che devev sostenere e dalla stagionalità


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